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50 ANNI, TRA SPERANZA E UMILTÀ

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In occasione del suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, incontro don Luigi Sala, sacerdote residente a Macherio a servizio della nostra Comunità Pastorale.  Riesco a vincere la sua ritrosia a rilasciarmi un’intervista, forse  perché siamo stati concittadini sovicesi ed anche chierichetti insieme (lui, di due anni più anziano, fungeva da responsabile), o forse perché le nostre due famiglie hanno avuto tra i figli casualmente (???) due vocazioni  per parte (suora e prete). Ascoltandolo però, mi sono convinto sempre più che la ritrosia a rilasciare l’intervista sia dovuta principalmente ad una sua virtù, oggi così fuori moda: l’umiltà. Un’umiltà respirata e assaporata negli anni passati in casa coi genitori e le tre sorelle (una di queste sua gemella), ma poi sempre più cercata e diventata  stile e strumento dei suoi approcci relazionali. Don Luigi, ma tu eri di Albiate o di Sovico? «Sono nato a Sovico. Ho sempre vissuto a cavallo fra...

DONNE: LIBERE DI ESSERE

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Parlare di violenza contro le donne è qualcosa che riguarda tutti, a prescindere dal sesso, dall’età e della situazione economica e sociale. La violenza di genere si manifesta in molti modi e in diversi contesti, da quello famigliare a quello professionale, non solo fisicamente ma anche a livello psicologico e sociale. La violenza e i femminicidi di cui spesso sentiamo parlare sono solo l'apice di una spirale di abusi che inizia con gli stereotipi, i comportamenti sessisti, la differenza di genere applicata a stipendi e qualifiche professionali. Nonostante qualcosa stia lentamente cambiando con gli anni grazie alle donne stesse, unite fra loro e alle varie Associazioni che lottano per i loro diritti, il divario di genere è ancora profondamente radicato nella cultura, con la conseguente violenza a cui assistiamo nella realtà quotidiana. La fotografa Rossella Rossi, in arte IB Ross Rossi, ci guiderà attraverso l’intervista alla scoperta del suo progetto fotografico "Fier...

MACHERIO: METE DIVERSE

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Della Associazione di cui vi parleremo, non tutti i Macheriesi sono a conoscenza, anzi probabilmente sono in pochi a sapere della sua presenza sul nostro territorio, precisamente con sede in via Vittorio Veneto.  Stiamo parlando della Associazione “Gite in Lombardia”, nata da un sogno di tre giovani: Beatrice, Marco Villa e Samuele Cesana, soci fondatori che hanno avuto l’idea e la volontà di creare qualche cosa di diverso, con l’obiettivo di coinvolgere tante persone alla scoperta delle bellezze del nostro territorio in modo consapevole ed attivo.  Marco Villa con l’intervista che ci ha concesso offre ai lettori la possibilità di conoscere meglio Gite in Lombardia e a noi di potervela raccontare. Quando si è formata l’associazione? Gite in Lombardia è nata dalla volontà di permettere alla gente di conoscere il patrimonio presente in Lombardia dal punto di vista naturalistico e culturale. A partire dal 2014 è nato il sito giteinlombardia.it dove venivano segn...

MACHERIO: PRIMA DURANTE E DOPO IL COVID

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A giugno saranno passati tre anni dalla Sua elezione sui cinque di durata del mandato.  Può tracciarci una valutazione complessiva? Il tempo scorre così velocemente senza che me ne renda conto tra i tanti impegni che la mia carica richiede.  È difficile per un cittadino rendersi conto delle difficoltà che gli amministratori incontrano quotidianamente.  Visto dall’esterno sembra tutto semplice. In realtà ogni decisione, mia e della giunta, prima di poter essere messa in pratica e trovare realizzazione richiede una serie di verifiche (di legalità, di conformità, di fattibilità e di copertura economica) che assorbono interi mesi. Solo a titolo esemplificativo, la semplice concessione per la gestione del centro sportivo alla società Leo Team ha occupato più di un anno. La prima parte di questo mio terzo mandato  è stato dedicato alle progettazioni e alla predisposizione di tutti gli atti preliminari per permettere la realizzazione di oper...

MACHERIO: DA UN'ALTRA PROSPETTIVA

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Per testimoniare l’anno appena trascorso e in particolare il periodo di chiusura generale, è apparso sul sito del comune di Macherio e sull’omonima applicazione un cortometraggio, che filma il nostro paese in piena crisi da covid; quindi in assenza dei suoi cittadini; parlo di cortometraggio perché si vede, dalle immagini di tale video, un’atmosfera di irrealtà, che si specchia facilmente con quella che offre un film.  Un video che cattura Macherio nella sua essenza e nella simultanea assenza. Volendone sapere di più abbiamo voluto intervistare l’autore del video, Lelio Ripamonti, nostro concittadino. Già docente di educazione fisica, è riuscito con la sua passione per la fotografia e per le riprese a trasmettere, attraverso un video, una prova storica “di quello che è stato” a Macherio, nel periodo di piena chiusura.  Quando per nessuna ragione si poteva uscire di casa. Lelio, che cosa ti ha spinto a creare il video?  Ho sempre avuto un interesse per la fotografia, fin d...

MACHERIO: MOMENTO PER MOMENTO

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Legge, legge tanto, legge romanzi che la rapiscono all’interno delle loro storie anche se lei stessa di storie ne ha da raccontare.  Nei suoi 100 anni di vita ne ha raccolte e vissute tante, alcune più intime appartenenti alla sfera familiare, altre più istituzionali e legate alla storia del Paese, e del paese di Macherio.  Cecilia è infatti madrina degli Alpini, e fino a poco tempo fa ha sempre presenziato ai loro eventi, ed è stata moglie di un Sindaco, Mario Villa, quando i loro figli erano piccoli e l’Italia si allontanava dall’idea della guerra guardando ad una ripresa economica e sociale che oggi sembra appartenere ad in film in bianco e nero.  Abbiamo intervistato Cecilia sedendole affianco, a debita distanza Covid, sul suo divano dalla tapezzeria floreale, nell’intimo salotto dove si sono sempre svolti i pranzi di famiglia, quelli quotidiani con lei, il marito e i suoi tre figli, e la cognata Angela che è sempre stata con loro, ma anche quelli delle domeniche anni...

MACHERIO: UNA BELLA STORIA

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Quella che vi voglio raccontare in un periodo difficile è una storia semplice ma bella, avendo avuto il piacere di conoscere Emanuel Osiomwan, nostro concittadino da molti anni insieme alla propria famiglia.  I genitori di origini nigeriane, provenienti da Benin City, città con un numero di abitanti considerevole (1.150.000), si trasferirono in Italia nel 1996 a Torino, per poi spostarsi a Bareggia dove ebbero la possibilità di creare una famiglia composta da Anna Maria la sorella più piccola, Becky e Emanuel il figlio più grande.  Dialogando con lui a distanza grazie alla tecnologia, visto il difficile momento sanitario, ho avuto l’opportunità di conoscere un ragazzo con dei grandi valori improntati verso il prossimo e la famiglia. Si capisce subito che i suoi genitori sono stati e sono punti di riferimento imprescindibile per la crescita e per la maturazione di Emanuel.  Come ci ha tenuto a sottolineare, lo spronavano a guardare avanti, a non abbattersi mai, a seguire s...

MACHERIO: LA FAMIGLIA AL CENTRO

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Dopo un lungo e difficoltoso anno scolastico per tutti i ragazzi a causa del Covid-19, costretti a seguire le lezioni da computer lontani dai propri amici e dalle insegnanti, con la sospensione del lockdown e il ritorno dei genitori al proprio lavoro in concomitanza con il termine delle scuole, per le famiglie diventa essenziale e fondamentale l’apertura dei centri estivi.  L’amministrazione di Macherio, per venire incontro alle diverse esigenze delle famiglie, ha voluto organizzare il centro estivo con l’aiuto della Cooperativa La Grande Casa (A.T.I. Gra.Di.Sol.) effettuando prima un sondaggio tra le famiglie. Per avere maggiori informazioni abbiamo sentito l’assessore ai Diritti Sociali e alla Pubblica Istruzione, Silvia Vitagliani.  Perché l’amministrazione ha scelto di organizzare il centro estivo e che importanza ha per i ragazzi? L’Amministrazione crede fortemente nella valenza educativa dello stare insieme tra pari, a maggior ragione dopo un periodo in cui ...

MACHERIO: VOGLIA DI RIPRENDERE

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Da sempre in prima fila nel territorio di Bareggia a partire dai tempi quando si formò il comitato che lavorava per migliorare il tragitto della Pedemontana, si è poi messo in gioco nella politica locale per il territorio di Bareggia tra la lista di Progetto Macherio Bareggia rimanendo sempre un instancabile lavoratore nel portare avanti l’azienda di famiglia Ima Mobili. Oggi Franco Montrasio è Presidente Provinciale per la categoria legno-arredo di Apa Confartigianato e cogliamo l’occasione per fare una intervista. Da quando ha assunto il ruolo di Presidente Provinciale e qual è il suo compito? Lo scorso autunno c’è stato il rinnovo delle cariche in Consiglio provinciale di APA Confartigianato Milano Monza e Brianza, costituito dai presidenti delle varie categorie professionali e delle sedi territoriali. Io sono stato ri-eletto presidente della categoria Legno – Arredo – Tappezzieri, infatti avevo assunto l’incarico già durante il precedente mandato (di durata quadri...

MACHERIO: SCIUR DUTUR VA IN PENSIONE

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Adesso che sto per chiudere bottega lo posso anche confessare: sono stato un medico poco rispettoso delle forme e dei comportamenti dominanti. All’Università mi hanno insegnato le regole, gli strumenti e il linguaggio della medicina.  Mi hanno trasmesso il sapere medico, indispensabile conoscenza per poter esercitare la professione. Ma non ho impiegato molto a capire che qualche cosa, nel meccanismo della trasmissione della scienza e della conoscenza, non andava.  L’apprendimento del linguaggio medico mi ha portato a dire e a scrivere “paziente dispeptico” oppure “nega potus” o “allega TIA” per definire una persona che, nell’ordine, ha problemi digestivi, non esagera con l’alcol o ha avuto qualche problemino di circolazione a livello cerebrale. Utile per comunicare fra colleghi, il linguaggio insegnato si rivelava indispensabile all’appartenenza alla casta ma non alla comunicazione con l’ammalato che, anzi, veniva escluso in quanto, di fatto, gli era preclusa la facolt...

MACHERIO: CENTRO SPORTIVO ALLA LEO TEAM

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La sorte del centro sportivo è da anni che fa discutere. A dir la verità, fa discutere più le forze politiche che non i semplici cittadini ed è comprensibile: quella vasta area non più utilizzata da tempo era un’ottima occasione per polemizzare sulle responsabilità dell’abbandono e sulle proposte di recupero. Un minimo di storia.  Il Comune ha realizzato un campo di calcio con relativi spogliatoi alla fine degli anni ottanta, ad uso della squadra locale che l’ha gestito con alterne fortune, fino al ritiro definitivo dall’attività agonistica.  Da allora è stato un succedersi di tentativi di trovare altre società interessate e garanti di un buon funzionamento. Per un ente pubblico “trovare” equivale a indire bandi di concorso, non potendo affidare direttamente a un soggetto prescelto. Un primo bando, preparato dall’amministrazione Porta, andò deserto, così come un secondo diverso, pensato dall’amministrazione Redaelli.  Finalmente al terzo colpo qualcuno h...