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MACHERIO: IL BASILICO LO PIANTO IO

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Sull’iniziativa, assolutamente nuova, intitolata “Estate X Terra” e promossa in colaborazione con l’Arci Macherio, abbiamo chiesto una valutazione a Simone Viganò, che l’ha organizzata assieme all’amico Jonathan. - La vostra scommessa ecologica punta sui giovani! 28 iscritti, 28 famiglie coinvolte.  Quando avete iniziato a proporre il vostro centro estivo, le scuole erano appena terminate. Insomma, eravate in ritardo. Eppure, avete raggiunto un buon numero di partecipazioni. Ora che siete giunti al termine di questa esperienza, te la senti di fare un bilancio conclusivo?  Ammetto che il numero di adesioni ha superato le aspettative. Dopotutto, non era l’unica proposta sul territorio, e siamo partiti in rincorsa... Per quanto riguarda il bilancio finale del progetto Estate X Terra, preferirei eludere la domanda. Io e Jonathan l’abbiamo pensato, scritto e messo in pratica... è del tutto evidente che saremmo - e siamo - di parte. Lascio quindi l’onere della valutazione a chi, ins...

MACHERIO: UN'ESTATE PRO FAMIGLIA

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I bambini di oggi, a partire dal 2020 a causa del Covid-19, hanno dovuto passare periodi molto difficili, in alcuni casi lontani dalla scuola perdendo le relazioni sociali con i propri compagni, costretti per la maggior parte del tempo a rimanere in casa, interrompendo o comunque facendo saltuariamente attività extrascolastiche.  La  sedentarietà e quindi il successivo isolamento hanno notevolmente contribuito a creare disagi e disturbi che affliggono i più piccoli, come mi è stato spiegato dalla psicologa con cui ho avuto modo di confrontarmi. Infatti in questi anni le figure professionali sono dovute intervenire per colmare e permettere ai ragazzi di ritrovare la capacità di giocare, di parlare, dove si presentavano ritardi durante i primi anni della scuola dell’infanzia e di interagire.  Fortunatamente in questo anno le cose sono in parte migliorate e i ragazzi hanno potuto organizzarsi facendo attività sportive e ludiche al di fuori della scuola e con l’arrivo della p...

DONNE: LIBERE DI ESSERE

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Parlare di violenza contro le donne è qualcosa che riguarda tutti, a prescindere dal sesso, dall’età e della situazione economica e sociale. La violenza di genere si manifesta in molti modi e in diversi contesti, da quello famigliare a quello professionale, non solo fisicamente ma anche a livello psicologico e sociale. La violenza e i femminicidi di cui spesso sentiamo parlare sono solo l'apice di una spirale di abusi che inizia con gli stereotipi, i comportamenti sessisti, la differenza di genere applicata a stipendi e qualifiche professionali. Nonostante qualcosa stia lentamente cambiando con gli anni grazie alle donne stesse, unite fra loro e alle varie Associazioni che lottano per i loro diritti, il divario di genere è ancora profondamente radicato nella cultura, con la conseguente violenza a cui assistiamo nella realtà quotidiana. La fotografa Rossella Rossi, in arte IB Ross Rossi, ci guiderà attraverso l’intervista alla scoperta del suo progetto fotografico "Fier...

MACHERIO: LA VITA TUA E' ANCHE LA VITA MIA

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Il ben-essere di una comunità si basa su diversi fattori, ma è indubbio che derivi principalmente, se non essenzialmente, dalle relazioni interpersonali al suo interno.   Può aiutare l’antico detto di un latino facile facile: “Mors tua Vita mea”. Ma questa è una sola delle possibili combinazioni. Si devono aggiungere: “Mors mea Vita tua” “Mors mea Mors tua” “Vita tua Vita mea”.  1) Se ho bisogno che tu muoia perché io riesca a vivere, vuol dire che io mi sento al centro del mondo. Io aspetto la tua morte, la desidero, la favorisco, per avere un mio spazio vitale. Vuol dire, trasferendo il detto da un contesto personale a uno comunitario, che l’unica verità è la mia, la razza eletta è la mia, la cultura superiore è la mia, la normalità è la mia. C’ero prima io, per ragioni di età o per ragioni di residenza sul territorio. Tu sei ai margini, sei un intruso, non sei nessuno, sei morto.  2) Preferisco morire io per garantire la vita a te. Sembra l’atteggiam...

MACHERIO: CHI SI FERMA, CHI RIPRENDE

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La vita di una comunità è fatta così. Sembra che per una infinità di tempo non si muova nulla, poi ci si accorge, improvvisamente, di cambiamenti molto significativi. Avviene quello che avviene in ogni famiglia: ci sarà sempre qualcuno che nasce, qualcuno che cresce, qualcuno che se ne va. A fine giugno ha cessato la sua attività, benemerita innovativa attività, la Banca del Tempo. Il motivo non è da ricercare nel venir meno degli obiettivi per cui era nata e neppure della volontà e dell’impegno dei promotori.   La ragione è nello stesso tempo più semplice e più malinconica: la mancanza di ricambio generazionale. È, se pur in misure differenti, la difficoltà di parecchie associazioni a continuare a vivere, per non accontentarsi di sopravvivere. Ma un perché tira l’altro. La mancanza di ricambio generazionale a cosa è dovuto? Sarebbe davvero troppo superficiale, oltre che ingeneroso, liquidare la faccenda addossandone la responsabilità esclusivamente ai giovani. ...