MACHERIO: XXV APRILE 1945


A.N.P.I. ALBIATE – MACHERIO - SOVICO -  
Sezione “Elisa Sala”

Il 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, proclamata nel 1946 “Festa Nazionale” nella giornata del 25 aprile, ci obbliga a qualche impegnativa riflessione proprio perché e in quanto cittadini italiani. Non dobbiamo ignorare che è stato, e lo è tuttora, un anniversario da molti (troppi) sottaciuto, se non proprio osteggiato, e spesso fortemente ideologizzato, privato così del suo valore unitario e del suo insostituibile significato propedeutico alla nascita della nostra attuale Repubblica nei suoi molteplici aspetti, in primis: costitutivi, valoriali e giuridici. 

Infatti è solo e unicamente da questa dolorosa “guerra di Popolo”, terminata appunto nell’aprile 1945, che è nata la nostra Costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, il 27 dicembre successivo. Se dovessimo scegliere un solo colore per questa giornata, non sarebbe possibile: questo giorno è per sua natura tricolore: verde, bianco e rosso. Sono colori che non si possono mischiare, pena un risultato anonimo tendente all’ocra spento, né si possono isolare o peggio far prevaricare uno di essi a scapito degli altri due. 

Convivono, vivendo necessariamente insieme e per essere valorizzati hanno bisogno di stare uniti in maniera equilibrata perché la loro forza sta nella loro diversità. Ci si potrebbe dilungare a lungo seguendo il filo di questa metafora cromatica, ma amiamo pensare che ogni cittadino abbia l’ostinata disponibilità a seguire le iniziative istituzionali delle rispettive autorità cittadine e, anche in questo tempo di pandemia forzatamente limitante, abbia lo stimolo di dedicare un pensiero grato ai tanti martiri, vissuti e sempre “presenti” sul nostro territorio, sacrificatisi sull’altare di una dignità umana da riconquistare. Alla loro memoria vanno senza dubbio accomunati i “deportati”, i “partigiani”, impegnati spesso in incontri emozionanti coi ragazzi delle nostre scuole primarie e secondarie, che via via ci lasciano, dopo averci consegnato l’ideale fiaccola del ricordo, da tenere accesa e ben custodita. 

Non ci piace in questa Festa di Popolo dare spazio a dolorose e fuorvianti piccinerie dialettiche, purtroppo espresse anche da esponenti politici, tese a contrapporre le morti per soddisfare le proprie fuorvianti rigidità ideologiche. Né tanto meno ci piace dare pubblicità a gesti volgari, criminali e sacrileghi di vecchi e giovani nostalgici di un’epopea da cancellare dai libri di storia (se fosse utile, e non è così), i quali vorrebbero indurci a dimenticare gli orrori di un colpevole, italico ventennio. 

Di sicuro, però, volendo onorare la “Festa del XXV aprile” e non volendo eludere le malcelate provocazioni degli stupidi, ci sembra doveroso invitare i cittadini di buona volontà delle nostre comunità a conoscere la storia della Resistenza che, più e oltre le battaglie, è cosparsa di tanti eccidi ingiustificatamente perpetrati contro le popolazioni civili. 

Ci si rende conto di ciò visitando, anche con i “Viaggi della Memoria” della nostra sezione (annualmente proposti e da riattivare non appena consentiti), i luoghi più emblematici della nostra Resistenza, dove è possibile, sostando su lapidi, cippi e musei, comprendere a fondo cosa significa ed ha significato: “guerra di Popolo”. 

Buon XXV Aprile! 

A.N.P.I Sez. “Elisa Sala” Il Presidente

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